Il balcone di Palazzo Venezia, dove Mussolini dichiaro’ guerra a Francia e Regno Unito il 10 giugno del ’40, riaprira’ al pubblico dopo decenni e un restauro.
Il restauro era necessario, visto che il balcone era stato dimenticato e addirittura divenuto un deposito di attrezzature tecniche, mimetizzato dall’interno del Palazzo con dei teli.
Al balcone, reso celebre dai tanti filmati dell’Istituto Luce, si accede dalla Sala del Mappamondo che ad oggi è utilizzata per le mostre (in questo momento: “Due imperi – l’Aquila e il Dragone”.
La Sovrintendenza del Polo Museale, attraverso la bocca del sottosegretario ai Beni culturali Francesco Maria Giro, ha dichiarato: “Cade la damnatio memoriae del balcone, non dei misfatti storici dell’epoca: una cosa è il balcone e una cosa è l’uomo”.
Uno si potrebbe naturalmente chiedere se il balcone sarebbe stato cosi importante da meritare una riapertura se non ci fosse stato “l’uomo”.
Il signor Giro nel 2010 si oppose al carcere per un ventenne romano, assassino di un’infermiera romena.